Quando la barca si ferma in una caletta e tutti si tuffano, sembra la cosa più semplice del mondo. In realtà dietro ci sono scelte precise del comandante, che garantiscono la sicurezza di chi sta in acqua e la tenuta della barca. Capire come funziona l’ancoraggio aiuta a rispettare le sue indicazioni e a godersi meglio la sosta.
Scegliere il posto
Il comandante cerca un punto riparato dal vento, con fondale adatto e profondità sufficiente. Guarda la direzione dell’onda, la presenza di altre barche, i segnali di divieto. Sceglie un fondale di sabbia o di fango, dove l’ancora tiene meglio, evitando le rocce, dove rischia di incastrarsi, e le praterie di vegetazione marina, che vanno protette.
Calare l’ancora
Si arriva con la prua al vento, si cala l’ancora e si lascia filare la catena in modo proporzionato alla profondità, in genere tre o quattro volte la quota d’acqua, o più con vento forte. Poi si indietreggia lentamente, per far affondare l’ancora nel fondale. Quando la barca si ferma, il comandante controlla con punti di riferimento a terra che non si muova.
- scelta del fondale e della profondità;
- ancora calata con la prua al vento;
- catena filata in modo adeguato;
- controllo che l’ancora tenga;
- sorveglianza costante durante la sosta.
Il bagno solo a barca ferma
Prima di consentire il bagno il comandante verifica che l’ancora tenga. Solo allora si apre la spiaggetta o si mette in acqua la scaletta. Durante la sosta qualcuno resta sempre a bordo per sorvegliare, e il motore è spento. Se il vento cambia, la barca può spostarsi: per questo è importante tenere d’occhio la distanza.
Se il vento cambia
Il comandante tiene sotto controllo il meteo e la posizione. Se la barca arriva troppo vicino alla costa o alle altre imbarcazioni, può rialzare l’ancora e cambiare posto. È una manovra normale: può capitare più volte durante la giornata. Se ti chiede di uscire dall’acqua, fallo senza ritardi.
Ormeggio in porto
In porto la barca si ferma con cime legate a una banchina o a un pontile. Sono operazioni che richiedono esperienza, soprattutto con vento forte o in spazi ristretti. Gli ormeggi hanno un costo, che varia per luogo e stagione, ed è a carico del cliente. In alcuni porti è obbligatorio prenotare in anticipo. Il comandante ti consiglia sempre l’opzione migliore.
Quanto tempo si resta
Una sosta in rada dura in genere da quaranta minuti a un paio d’ore, a seconda del programma, del pranzo e del mare. Il comandante regola i tempi in modo da consentire il bagno, il pasto e il riposo senza spingersi oltre l’orario previsto per il rientro. Se desideri una sosta più lunga in un posto che ti piace, dillo: spesso è possibile, rinunciando a una tappa successiva.
La durata della sosta dipende anche dal vento. Se il mare comincia a montare, il comandante può decidere di riprendere la navigazione prima del previsto per evitare di dover affrontare il rientro con onde più alte.
Cosa puoi fare per aiutare
Durante le manovre di ancoraggio, resta fermo e fuori dai passaggi, non toccare le cime e ascolta le indicazioni. Se il comandante ti chiede un aiuto, per esempio tenere un parabordo o recuperare una cima, ti spiegherà come fare. Evita di scendere in acqua mentre l’ancora è in fase di calata: è il momento più delicato.
Una questione di fiducia
Un buon ancoraggio è invisibile: non te ne accorgi finché va tutto bene. Dietro c’è l’esperienza di chi sa scegliere il fondale, la profondità e la lunghezza della catena giuste. Quando vedi il comandante controllare l’ancora o spostare la barca, ricordati che sta lavorando perché tu possa fare il bagno e mangiare in tranquillità.
Nei giorni di maggior traffico, come a Ferragosto, in rada le barche si dispongono a ventaglio e il comandante deve calcolare anche lo spazio per l’evitamento reciproco. Il suo lavoro è mantenere distanza dagli altri, soprattutto quando il vento gira. È un altro motivo per cui è bene arrivare presto e sceglierci un posto con calma.
Rispetto degli ambienti
Nelle aree protette l’ancoraggio può essere vietato o limitato, per salvaguardare i fondali. Il comandante conosce le zone e le regole, e sceglie punti consentiti. Non si getta l’ancora sulla vegetazione marina. Rispettare queste regole fa parte del piacere di navigare in luoghi ancora belli.
Quando vedi la barca ferma in una caletta e senti il silenzio dopo il motore, ricordati che dietro c’è una scelta ragionata. Fidarsi dell’equipaggio è il modo più semplice per godersi quella sosta fino in fondo.